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Come realizzare un
allevamento per lepri
a
cura di Maurizio Arduin (Veneto Agricoltura)
L'allevamento della lepre ha sempre suscitato l'interesse di molti
allevatori ma molto spesso i risultati non sono stati tali da consentire
una reale diffusione di questa pratica. L'esperienza acquisita nella
sperimentazione di questo allevamento rende oggi possibile dare delle
indicazioni razionali su come avviare correttamente un allevamento di
lepre. Innanzitutto è necessario acquisire le necessarie autorizzazioni e
poi individuare una zona idonea per l'impianto.
Le autorizzazioni necessarie
La selvaggina è patrimonio indisponibile dello stato e pertanto la sua
detenzione è soggetta ad autorizzazione delle autorità competenti. Per
quanto riguarda i selvatici oggetto di caccia l'autorizzazione deve essere
richiesta presso l'Ufficio Caccia dell'Amministrazione Provinciale
competente per territorio. La modulistica per tale richiesta varia da
provincia a provincia ma in genere queste sono le indicazioni necessarie:
- deve essere indicato il titolare dell'allevamento e l'indirizzo
esatto dell'impianto;
- deve essere presentata una planimetria che indichi il luogo preciso
dell'allevamento;
- deve essere indicato se l'allevamento viene fatto a scopo amatoriale
(in genere meno di 30 capi/anno) o per attività faunistiche o da
reddito: in genere più di 30 cali all'anno;
- deve essere possibile dimostrare l'acquisto del primo gruppo di
riproduttori presso un allevamento autorizzato.
Scelta del luogo d'allevamento
Deve essere preferito un terreno situato in una zona tranquilla dove gli
animali siano disturbati il meno possibile e lontano dal traffico delle
strade. L'ambiente prescelto deve essere quindi recintato con una rete
metallica alta almeno 2 metri. Scopo della recinzione è quello di tenere
lontano i curiosi che potrebbero, anche involontariamente, disturbare gli
animali. La recinzione è indicata poi anche per proteggere l'allevamento
dalle visite dei predatori che possono essere anche gatti domestici, cani,
volpi, ecc.
Per maggiore sicurezza la recinzione dovrà essere dotata di una idonea
protezione "antiscavalcamento" (recinzione antigatto) realizzata
nella parte superiore della recinzione e costituita dallo sporgere, verso
l'esterno, di una parte della stessa.
Un ulteriore vantaggio viene garantito anche da una protezione
elettrica a basso voltaggio sufficiente per scoraggiare i tentativi di
scavalcamento da parte di mammiferi domestici e selvatici.
La zona deve poi disporre di un adeguato approvvigionamento idrico sia per
i fabbisogni degli animali che per le necessarie pulizie e disinfezioni.
La possibilità poi di disporre di un locale per il deposito degli
alimenti, delle casse di trasporto e delle altre attrezzature renderà
l'attività molto più comoda.
Le gabbie saranno disposte all'aperto per consentire la massima
ventilazione agli animali: è consigliata comunque la presenza di una
naturale ombreggiatura costituita preferibilmente dalle fronde di piante a
foglie caduche che oltre a fornire un ristoro estivi garantiscono anche
una sufficiente insolazione nei mesi invernali.
La superficie del terreno dovrà essere tale da consentire la sistemazione
delle gabbie e una sufficiente possibilità di movimento tra le file. Le
gabbie inoltre devono essere sistemate ad un'adeguata distanza tra loro al
fine di garantire un adeguato isolamento sanitario ed eliminare gli stress
causati da un'eccessiva concentrazione di animali. La distanza tra la
prima file di gabbie e la recinzione deve inoltre essere tale (3-5 m.) da
garantire la massima tranquillità.
Infine per garantire idonee condizioni sanitarie l'allevamento deve essere
separato da altri allevamenti specialmente se di conigli domestici.
Come
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