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martedì 7 febbraio 2012
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Come fare...

Come realizzare un allevamento per lepri

 

a cura di Maurizio Arduin (Veneto Agricoltura)

L'allevamento della lepre ha sempre suscitato l'interesse di molti allevatori ma molto spesso i risultati non sono stati tali da consentire una reale diffusione di questa pratica. L'esperienza acquisita nella sperimentazione di questo allevamento rende oggi possibile dare delle indicazioni razionali su come avviare correttamente un allevamento di lepre. Innanzitutto è necessario acquisire le necessarie autorizzazioni e poi individuare una zona idonea per l'impianto.

Le autorizzazioni necessarie
La selvaggina è patrimonio indisponibile dello stato e pertanto la sua detenzione è soggetta ad autorizzazione delle autorità competenti. Per quanto riguarda i selvatici oggetto di caccia l'autorizzazione deve essere richiesta presso l'Ufficio Caccia dell'Amministrazione Provinciale competente per territorio. La modulistica per tale richiesta varia da provincia a provincia ma in genere queste sono le indicazioni necessarie:

  • deve essere indicato il titolare dell'allevamento e l'indirizzo esatto dell'impianto;
  • deve essere presentata una planimetria che indichi il luogo preciso dell'allevamento;
  • deve essere indicato se l'allevamento viene fatto a scopo amatoriale (in genere meno di 30 capi/anno) o per attività faunistiche o da reddito: in genere più di 30 cali all'anno;
  • deve essere possibile dimostrare l'acquisto del primo gruppo di riproduttori presso un allevamento autorizzato.

Scelta del luogo d'allevamento
Deve essere preferito un terreno situato in una zona tranquilla dove gli animali siano disturbati il meno possibile e lontano dal traffico delle strade. L'ambiente prescelto deve essere quindi recintato con una rete metallica alta almeno 2 metri. Scopo della recinzione è quello di tenere lontano i curiosi che potrebbero, anche involontariamente, disturbare gli animali. La recinzione è indicata poi anche per proteggere l'allevamento dalle visite dei predatori che possono essere anche gatti domestici, cani, volpi, ecc.
Per maggiore sicurezza la recinzione dovrà essere dotata di una idonea protezione "antiscavalcamento" (recinzione antigatto) realizzata nella parte superiore della recinzione e costituita dallo sporgere, verso l'esterno, di una parte della stessa. 

Un ulteriore vantaggio viene garantito anche da una protezione elettrica a basso voltaggio sufficiente per scoraggiare i tentativi di scavalcamento da parte di mammiferi domestici e selvatici.
La zona deve poi disporre di un adeguato approvvigionamento idrico sia per i fabbisogni degli animali che per le necessarie pulizie e disinfezioni.
La possibilità poi di disporre di un locale per il deposito degli alimenti, delle casse di trasporto e delle altre attrezzature renderà l'attività molto più comoda.
Le gabbie saranno disposte all'aperto per consentire la massima ventilazione agli animali: è consigliata comunque la presenza di una naturale ombreggiatura costituita preferibilmente dalle fronde di piante a foglie caduche che oltre a fornire un ristoro estivi garantiscono anche una sufficiente insolazione nei mesi invernali.
La superficie del terreno dovrà essere tale da consentire la sistemazione delle gabbie e una sufficiente possibilità di movimento tra le file. Le gabbie inoltre devono essere sistemate ad un'adeguata distanza tra loro al fine di garantire un adeguato isolamento sanitario ed eliminare gli stress causati da un'eccessiva concentrazione di animali. La distanza tra la prima file di gabbie e la recinzione deve inoltre essere tale (3-5 m.) da garantire la massima tranquillità.
Infine per garantire idonee condizioni sanitarie l'allevamento deve essere separato da altri allevamenti specialmente se di conigli domestici.


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