| martedì 7 febbraio 2012 |
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Come fare...Le attrezzature per un macello aziendale a cura di Maurizio Arduin (Veneto Agricoltura) La gestione di un piccolo macello aziendale per selvaggina deve
ispirarsi ai principi di razionalità ed efficacia dato che il lavoro
dell'allevatore è prezioso e solo una parte di questo deve essere
destinata a questo scopo. A tale proposito le operazioni di macellazione
devono avvenire una o due volte alla settimana. Si ricorda infatti che la
capacità massima di questo tipo di macelli è di 10.000 capi all'anno e
cioè circa 200 capi alla settimana: operazione questa possibile in mezza
giornata. - primo locale: Gli animali (fagiani, germani, ecc.) vengono catturati nelle voliere e portati, utilizzando casse di trasporto nel locale di macellazione. Utilizzando uno storditore elettrico ogni animali viene intontito e sistemato in un apposito "imbuto" colasangue che ha lo scopo di contenere le ali degli animali appiccicate al corpo evitandone il movimento al momento dell'uccisione. La testa dell'animale stordito fuoriesce dalla parte bassa dell'imbuto e consente l'uccisione e il dissanguamento impiegando un'apposita pinza che viene introdotta nella bocca dell'animale.
In queste vasche, dove l'acqua viene mantenuta calta da un apposito bruciatore, gli animali vengono immersi per pochi minuti al fine di facilitare la successiva operazione di spennatura vera e propria. Questa viene eseguita con una spennatrice che consente di spennare l'animale, preventivamente immerso nell'acqua calda.
L'operazione avviene in circa 30 secondi tenendo l'animale con una mano
per le gambe e con l'altra appoggiandolo sul rullo gommato.
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