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martedì 7 febbraio 2012
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Lepri

Coniglio selvatico

 Descrizione

- Adulti - Peso vivo: 0,7 - 2 kg, lunghezza: 38 - 53 cm (di cui 4 - 8 cm di coda); corpo rotondeggiante orecchie lunghe (6 - 7 cm). Zampe posteriori lunghe. Pelo rossastro, grigio o grigio-giallo-marrone sul dorso, macchia rossa sulla nuca, ventre e parte interna delle zampe biancastri, orecchie grigie, esternamente brune e biancastre internamente.

- Giovani - I piccoli nascono sotto terra, in una galleria che la coniglia ha scavato apposta per loro, nascono nudi (senza pelo) e ciechi (tengono gli occhi chiusi). Aprono gli occhi a circa 10 giorni.

Biologia

- Caratteristiche comportamentali - Attivo tutto l'anno, il coniglio selvatico è una specie gregaria, vive in gruppi familiari comprendenti fino a 25-30 individui. L'attività è crepuscolare e notturna, solo parzialmente diurna. Predilige le zone di confine dei boschi e delle macchie scavando lunghe e intricate gallerie nel sottosuolo. Nella stessa tana, munita di diverse entrate/uscite, abitano 10-15 conigli (ma non raramente il loro numero può raggiungere e superare il centinaio). Rimane quasi sempre in prossimità della tana (max 30-150 m) In caso di pericolo, fugge a piccoli balzi guizzano e zig-zagando molto velocemente (fino a 38 km/h), fino a raggiungere la tana sotterranea.

- Regime alimentare - Il regime alimentare è esclusivamente vegetale: prati a graminacee e leguminose, cereali coltivati. Effettua la ciecotrofia: produce cioè due tipi di deiezioni: le feci vere (feci dure) ed il ciecotrofo (feci molli), ricco di vitamine del gruppo B, che reingerisce aspirandolo direttamente dall'ano.

- Habitat - Vive generalmente in terreni sabbiosi, ben esposti e piuttosto asciutti, predilige i terreni incolti, freschi, in prossimità di boschi. I cespugli della macchia offrono all'animale un riparo sicuro in cui scavare la tana, mentre le zone erbose gli assicurano il cibo.

Ciclo vitale

- Riproduzione -La conigliera é fatta da lunghe gallerie che portano a tante "stanzette". Generalmente si possono distinguere due tipi di gallerie: a) a fondo cieco, generalmente scavata dalla femmina per partorire, b) interconnesse con slarghi agli incroci, usate come abitazione e rifugio degli adulti. Perché i nidi dei piccoli siano più morbidi e caldi, le mamme le foderano la "stanza" con ciuffi di pelo ed erba secca.

- Maturità sessuale - La maturità sessuale viene raggiunta a 3-4 mesi. La durata della vita può arrivare a 10 anni. La femmina effettua da 3 a 5 parti all'anno, da febbraio ad agosto (3 - 6 coniglietti per parto). La gestazione dura 28-30 giorni. I giovani vengono allattati generalmente un sola volta al giorno. La madre rimane durante il giorno all'interno della stessa tana dove sono i giovani conigli ma in una diversa porzione della stessa. L'alimentazione esclusivamente lattea dura generalmente per tre settimane ed i giovani conigli vengono svezzati a circa un mese.

Allevamento

L'allevamento del coniglio viene generalmente effettuato in gabbie metalliche sopraelevate in capannoni o, in alternativa, in gabbie di in materiali vari all'aperto. Le gabbie delle femmine sono munite di cassetta nido e si differenziano da quelle dei maschi, che vengono allevati separatamente, che molto spesso sono circolari per favorire l'accoppiamento. In allevamento il rapporto maschi femmine varia da 1/ 4-5 fino a 1/. Il primo accoppiamento nelle femmine si realizza a 5 mesi e nei maschi a 6 mesi. Se si dispone di illuminazione artificiale il periodo riproduttivo si protrae per tutto l'anno e la femmina viene viene portata alla gabbia del maschio generalmente dopo 10-14 giorni dal parto (è possibile accoppiare la femmina anche entro tre giorni dal parto oppure dopo lo svezzamento dei conigli a circa un mese). I conigli svezzati possono essere mantenuti in gruppo o essere allevati in gabbie bicellulari.

 

Patologia

 Mixomatosi, MEV, fibroma di Shope, E.Coli, Pasteurellosi, Stafficolcoccosi, Clostridiosi, Salmonellosi, Coccidiosi, Tricomoniasi, rogna, tigna.

Danni

  Le colonie di conigli possono causare danni non indifferenti, soprattutto in inverno, nei giovani impianti arborei (sia semenzai forestali, ornamentali e di fruttiferi) e alle colture agricole: seminativi di cereali e leguminose (soprattuto all'emergenza).

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