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(dalla rivista 'Fauno')
La coturnice è un galliforme della famiglia dei fasianidi
abbastanza diffuso nella nostra penisola.
Visto dall’alto mostra il colore grigio del dorso, simile a
quello di un colombo, guadagnandosi così il nome di pernice “colombaia”.
Nella grecia questi uccelli avevano la fama di vincere la
iettatura e perciò venivano allevati nelle ville. La loro dimora però non era
costituita da spaziose ed eleganti voliere bensì da piccole gabbie di vimini,
così strette che vi si muovevano a stento. Nonostante ciò le coturnici
sopravvivevano per alcuni anni abituandosi all’addomesticazione. Attualmente
la consistenza di questo mitico galliforme è in diminuzione ovunque, da un
lato, a causa dell’irrazionale pressione venatoria e, dall’altro, per le
interferenze antropiche di varia natura come er esempio l’abbandono dei
pascoli oppure l’eccessivo carico di bestiame e in particolare di pecore
durante il periodo della cova, oltre al disturbo provocato dal sempre crescente
turismo aggravato dall’uso di mezzi fuoristrada.
Morfologia
Ambiente
e distribuzione
Il
comportamento
L'alimentazione
La
riproduzione
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Morfologia
Il genere Alectoris comprende le Coturnici, le Pernici Rosse
ed altre affini. Questo genere è ben caratterizzato dalla eguaglianza del
piumaggio nei due sessi e dalla presenza di un grosso e tozzo bitorzolo che si
trova nel tarso del maschio.
Questo, molto più sviluppato nel maschio che nella femmina
è l’unico segno di distinzione dei sessi.
Il becco e le zampe invece sono rosso corallo in entrambi i sessi. La gola è
biancastra o bianco-grigia circondata da un ampio collare nero. Sul mento stanno
delle macchiette nere ai due angoli della mascella inferiore. Le penne della
regione inguinale sono fasciate alternativamente di bruno e rosso giallo e
nero.Quelle invece che ricoprono le altri parti del corpo inferiore sono di
color giallo ruggine sull'orlo del vessillo esterno. Le ali e la coda sono corte
e arrotondate: le timoniere esterne sono di colore rosso ruggine. L'occhio è
rosso bruno, il becco tozzo e leggermente arcuato verso il basso è di colore
rosso corallo ed i piedi rosso chiaro. La femmina è un po' più piccola del
maschio.
Le parti superiori del corpo e del petto sono di colore grigio-azzurro con
riflessi rossicci. I giovani mancano del collarino, hanno piume dei fianchi
barrate irregolarmente e parti superiori sfumate di bruno giallastro. Rivestono
l'abito definitivo dopo una muta semi-completa tra Luglio e Ottobre. Vista di
sotto durante il volo, si individuano facilmente le barrature dei fianchi, che
unitamente al volo e alle forme massicce consentono di distinguerla dalla
Pernice rossa e dalla Starna. In lontananza però ci si può facilmente
confondere con quest'ultime, nei confronti delle quali il miglior segno di
riconoscimento è il canto. La nostra Coturnice (Alectoris greca saxatilis)
estremamente selvaggia, ha una lunghezza di circa cm 35, il peso può
variare:gr. 350 - 650. Di dimensioni medie, ha forme massicce, viene spesso
confusa con la coturnice orientale Chukar dalla quale però differisce
morfologicamente e geneticamente (tabella). Va ricordato poi che al riguardo
dell'anatomia pare che l'adattamento ad un ambiente povero abbia dato alla
Coturnice alpina una estensione dell'intestino cieco per un migliore
sfruttamento degli alimenti. Da ciò deriva l'esigenza di disporre di
capostipiti di provata "purezza" d'origine per non provocare degli
irreparabili danni di inquinamento genetico durante le operazioni di
ripopolamento.
Ambiente e distribuzione
La Coturnice è una specie di derivazione mediterraneo-turkestanica, diffusa
con 3 sottospecie nelle zone aperte rocciose e accidentate dell'Europa
meridionale e sudorientale. Predilige le praterie aride e assolate, trova la
maggiore diffusione nell'arco alpino, tra i 1000 e i 2300 metri di altitudine
anche se si sono registrate presenze ad altitudini inferiori. Specie stanziale,
compie spostamenti altitudinali, portandosi a quote più basse nella cattiva
stagione. In Italia è attualmente presente sull'intero arco alpino (spp.
Saxatilis), su parte dell'Appennino centrale e meridionale ed in Sicilia (spp.
Whitakeri).
Sui principali rilievi montuosi le zone maggiormente frequentate sono
rappresentate da versanti aridi e soleggiati a copertura erbacea e cespugliosa
rada (soprattutto graminacee xerofile e arbusti nani), tra gli 800-1000 ed i
2200-2300 m; nel Carso Triestino ed in Sicilia la nidificazione avviene anche a
livello del mare.
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